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Alta fedeltà, i “migliori cinque” e l’amore di un trentenne

Il mio negozio si chiama Championship Vinyl. Vendo dischi di musica punk, blues, soul e R&B, un po’ di ska, qualcosina delle Antille, alcuni pop egli anni sessanta — tutto per il serio collezionista di dischi, come dice la scritta, ironicamente all’antica, sulla vetrina. Stiamo in una tranquilla strada di Halloway, prudentemente piazzati in modo da attirare il minor numero possibile di curiosi di passaggio; non c’è nessuna ragione di capitare qui, a meno che uno non viva da queste parti, e la gente che vive da queste parti non sembra esageratamente interessata al mio Stiff Little Fingers etichetta bianca (per voi venticinque sterline — a me ne è costato diciassette, nel 1986) o alla mia unica copia di Blonde on Blonde.

Alta fedeltà è il primo romanzo scritto da Nick Hornby, primo di nove e di una serie di libri con cui l’autore inglese ha influenzato gli ultimi vent’anni della cultura pop, dedita al calcio e alla musica, con il filo conduttore del trentenne bambino, uomo cresciuto che fatica ad accettare il proprio ruolo di adulto. Riguardatevi ‘Febbre a 90°‘ e ‘About a boy‘ e ditemi se non è vero.
Qui il trentenne si chiama Rob Fleming e gestisce il negozio di dischi di cui sopra. È solito distinguere il genere umano nella stessa maniera in cui cataloga la merce che vende e ha un grossissimo problema: non ha chiuso tutte le storie d’amore della sua vita, il che significa che non ha chiuso alcuno dei conti con se stesso e con quello che avrebbe dovuto o voluto fare, ma che fin dall’adolescenza non ha fatto.
Una storia che si potrebbe definire normale, molto introspettiva e che finisce con una speranza che coinvolge il protagonista stesso, rimesso a nuovo dalla donna della sua vita (?) e dalla voglia di riprendere in mano un percorso lasciato per la poca audacia.

Le varie classifiche che si trovano su internet negli ultimi anni, le cosiddette “top five” di qualsiasi cosa, devono la propria esistenza proprio a questo romanzo, che comincia appunto con la classifica de “le cinque più memorabili fregature di tutti i tempi, in ordine cronologico”. Nella fattispecie sono cinque nomi di donna, che nella vita di Rob Fleming hanno lasciato uno squarcio nel proprio ego, pervaso dalla perenne angoscia di non saper chiudere con qualcosa di troppo lontano nel tempo. Capita, se sei sensibile e nell’età adulta ti rendi conto che vent’anni prima avresti agito in maniera diversa con la testa che ti ritrovi adesso.
E il senso di questo eterno tentativo di ritorno al passato è racchiuso nelle parole di Laura, compagna e traino di Rob: “Vorresti avere e fare le cose che si fanno a 19 anni, ma non hai più 19 anni e devi cominciare a prendere delle decisioni”.

Anche di ‘Alta fedeltà” hanno fatto il film (che non ho visto e che voglio vedere), che hanno girato a Chicago e non a Londra, città nella quale si trova il negozio di dischi del protagonista.

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