in Ideodromo, Talk Around

Ci basta tirare in ballo la cultura inclusiva e manipolare il significato di una foto

Bisogna alzare la guardia. È ufficiale, almeno per me.

L'agente McGuigan, della polizia di Ealing, borgo a ovest del centro di Londra.
L’agente McGuigan, della polizia di Ealing, borgo a ovest del centro di Londra.

È successo che in una chat su WhatsApp un amico ha postato una foto del profilo della polizia di Ealing (borgo a 16 km a ovest del centro di di Londra), nella quale un’agente tiene in mano a ventaglio delle forbici a punta. La didascalia alla foto parla di un’iniziativa in una scuola londinese, la Stockely Academy School, dove “oggi stiamo seguendo le conversazioni sui crimini da arma bianca. Gli studenti del settimo anno hanno dato una mano a rendere la loro scuola un posto più sicuro” e “hanno imparato come maneggiare con attenzione forbici pericolose. Un giorno eccellente con un risultato fantastico“.
L’amico ha poi commentato la foto ponendo l’attenzione sull'”imminente futuro che ci aspetta. Dato che il terrorismo è un fenomeno normale in una cultura inclusiva, allora per rendere le scuole sicure bisogna sequestrare le forbici. Questa è la norma“.

Visto che so come ragiona questo amico, chiedo cosa c’entri “sequestrare le forbici” con il terrorismo e faccio notare che “il terrorismo è un fenomeno normale in una cultura inclusiva” è una sua opinione, tipicamente addossata a chi invece favorisce la cultura inclusiva, come il sottoscritto, senza però rendere implicito il terrorismo. Roba tipica di questi tempi, che chi è di sinistra sente ripetersi spesso.
Mi risponde che questa frase è stata detta da Sadiq Khan, sindaco di Londra, per cui invito a virgolettarla e sottolineo che rimane comunque una gran panzana, anche se detta da Khan. A supporto della sua tesi, l’amico mi fornisce anche il link a un articolo dell’Independent (datato 22 settembre 2016), dove il sindaco avrebbe detto questa cosa. L’apro, lo leggo in inglese, e non trovo nessun riferimento al concetto di “cultura inclusiva”. Per sicurezza faccio Ctrl + F sulla tastiera per cercare “culture” o “inclusive” nel testo, ma niente. Non mi è scappato: nell’articolo non si parla di alcuna “cultura inclusiva”, ma di come, secondo Khan, la vita degli abitanti di una grande città europea debba tenere conto degli attacchi terroristici. Nessun “fenomeno normale in una cultura inclusiva. Solo un invito di un sindaco di una capitale mondiale ai propri concittadini di vigilare sulla propria città.
Lo faccio sommessamente notare.

Sono andato poi alla ricerca di questa foto nel profilo Instagram della polizia di Ealing, ma non l’ho trovata: forse il post su Instagram è molto vecchio e bisogna cercare più indietro nella cronologia del profilo. Tuttavia, l’agente in foto, la signora McGuigan, è un’ufficiale di Ealing e nel profilo sono diverse le foto dove si fa ritrarre con coltelli di varie misure mentre li mostra ai bambini delle scuole della capitale inglese. Scorrendo le varie foto del profilo è facile e intuitivo, avendo un’infarinatuira base di lingua inglese, capire che a Ealing stanno portando avanti un progetto di prevenzione della violenza da armi da taglio. In sostanza: lei gira nelle scuole e racconta a bambini e ragazzi quanto siano pericolosi coltelli e forbici (se usate in modo inappropriato) nei sobborghi di Londra. Gli insegna a star lontano dai guai.
C’è anche un’altra foto, che ritrae uno screenshot fotografato, dove vengono riportati dei dati sui delitti d’arma bianca a Londra nel 2017: 80 morti per accoltellamento; un migliaio di accoltellamenti al mese; 40 ambulanze intervenute al mese per soccorrere vittime di accoltellamento. Anche se non sono dati verificati, è facile contestualizzarli all’interno del profilo e intuire che la polizia di Ealing sta facendo una campagna di prevenzione nelle scuole per ridurre i casi di accoltellamento. Nessuna “cultura inclusiva” che accetta il terrorismo come fenomeno normale.
Smascherato, l’amico rivela la propria interpretazione della foto della signora McGuigan, frutto di pregiudizi.

Dati sugli accoltellamenti a LOndra nel 2017.

Ecco. Parlavo di livello di guardia. In questo modo stanno vincendo le elezioni in mezzo mondo. E se da una parte i progressisti che mi dovrebbero rappresentare hanno dato loro una grossa mano, dall’altra è vero che mosse bassissime come quella di utilizzare i social manipolando storie e significati sono ormai all’ordine del giorno. Se poi ci mettiamo che il livello è talmente basso che non c’è più nemmeno la voglia di controllare che i fatti siano veri, o che comunque siano collegati fra loro da un filo logico, ecco che l’asticella si abbassa, in maniera piuttosto imbarazzante.
Non dico niente di nuovo, sia chiaro. Vorrei solo sapere quando chiuderà quest’immenso bar dove noi che cerchiamo di ragionare siamo trattati come i pazzi del quartiere.

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