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Il poster HIV positivo di San Paolo in Brasile

Secondo l’OMS, alla fine del 2013 quasi 35 milioni di persone erano HIV positive o avevano l’AIDS.
Il resto della popolazione mondiale, o maggior parte di essa, ha ancora pregiudizi su questo tipo di malattia e sulla sua trasmissione.
Così in Brasile, a San Paolo, un’agenzia di comunicazione, una delle più grandi al mondo qual è la Ogilvy, ha pensato di ideare una campagna pubblicitaria contro il pregiudizio sull’HIV.

“Sono un poster 40×60. Sono fatto di carta lucida e peso 250g/m². Come tutti gli altri poster. Solo che io sono HIV positivo. Hai letto bene. Ora, puoi fare un passo indietro per allontanarti e chiederti se per te sono un pericolo. Firmato: il Poster HIV positivo.”

Una campagna forte e di impatto, che vuole informare ed essere la cura alla malattia del pregiudizio.
Upworthy dice che il poster è stato realizzato stillandoci sopra una goccia di sangue infetto; questo, tuttavia, essendosi già rappreso non è più pericoloso, innanzi tutto perché è secco, appunto, e poi perché come afferma il dottor Artur Kalichman, coordinatore del São Paulo AIDS Program, il virus diventa innocuo una volta fuori dall’organismo.

Il poster è così tutt’altro che pericoloso, solo potente dal punto di vista comunicativo e senz’altro la campagna ha sortito i suoi effetti per le strade della città basiliana, dove l’iniziale pregiudizio nei confronti di un poster si è trasformato in curiosità nei confronti di una situazione molte volte ambigua solo perché non c’è abbastanza infomazione a riguardo.

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